E poi arrivano loro... Rex e Brill

Settembre 2017, Calenzano

ricordo ancora quando siamo a venuti a vedere quella che poi sarebbe diventata la nostra nuova casa dopo i devastanti eventi di luglio a Marano.

Ad accoglierci il signor Pietro, il nostro vicino di casa, e i suoi due cani, Rex (un cucciolo di 2 anni, incrocio con un pastore tedesco, esuberante e coccolone) e Brill (meticcio adulto di origini incerte, un po' schivo e con gli atteggiamenti tipici di un cane che non ha avuto un passato felice).

Pietro era un omino di quasi 80 anni, vivace, attivo, amante del buon vino e dall'aspetto burbero tipico dei montanari solitari. Ci ha accolti subito con gioia e affetto, mostrando un'apertura e una generosità che ci ha fatto sentire di essere finalmente arrivati a casa.

Pietro era il nostro più caro amico e sostenitore, il lunedì approfittava del nostro passaggio in auto per scendere al mercato del paese. Smessi gli abiti da lavoro impolverati e sporchi di terra, ci aspettava pulito e pettinato nel suo cappotto buono per andare a fare il suo giro settimanale. Per il rientro però preferiva aspettare il pulmino di Gianni; noi ci accorgevamo del suo ritorno per l'echeggiare del richiamo "Reeeeeeesss...", come sempre fuggito al galoppo in giro per i monti.

Pietro era un vecchio solitario che aveva scelto di donare amore proprio a noi, gruppo di bislacchi semicittadini, atterrati di colpo nel suo mondo. Lui è stato il primo a guardarci con dolcezza e non con la diffidenza tipica di chi è abituato a vivere in una frazione che conta in tutto 10 residenti e vede arrivare un'orda di pseudo-hippies che raddoppia la popolazione in meno di mezzora.

Pietro è stata la persona che ci ha tolto la paura di avere dei vicini di casa.

Pietro era il caffè corretto nel suo cucinotto alle 9 di mattina e la tavoletta di cioccolato passata di nascosto a Isotta, Pietro era i piccoli doni fatti col cuore, il liquore di prugnolo casalingo, le mani ruvide e lo sguardo profondo di chi scopre di potersi fidare di nuovo.

Pietro era questo e tanto altro...

Ci ha lasciati la notte tra il 2 e 3 giugno del 2019, dopo 6 mesi di ospedale e sofferenza vissuti con la dignità degna di un lord. Quando lo andavo a trovare lo trovavo seduto sul letto della sua camera, orgoglioso per non aver perso i suoi bei capelli brizzolati nonostante le terapie, voglioso di tornare a casa dai suoi cani che, con fiducia, ci aveva affidato.

Brill selfieQualche mese prima, la cugina aveva portato Rex a vivere da lei in città, lasciando qui un Brill confuso, solo e malconcio. Dopo la morte del vecchio, ci ha permesso di continuare a entrare per portare la pappa al cagnolino che abitava ancora nel cortile e nel box che erano stati del nostro amato vicino e che ora lei aveva ereditato. Le cose sono andate avanti così fino a novembre, poi a un certo punto ci ha comunicato che la bestiola sarebbe stata portata in canile.

Brill stava male, il muso completamente spelato fino a metà testa, zoppicava. Una mattina lo abbiamo ritrovato immobile nel nostro magazzino, alzava a malapena la testa, aveva la febbre e non ce l'abbiamo più fatta a stare fermi a guardare.

Non c'è stato nemmeno bisogno di decidere in cerchio: era il cane del signor Pietro e lo avremmo tenuto noi!!!

Lo abbiamo portato dal veterinario, rimesso in sesto, e lui ci ha mostrato la stessa natura coriacea del suo amico a due zampe.

Brill ha mantenuto il suo carattere schivo e diffidente per tanti mesi, nonostante le cure e l'affetto di tutti noi, soprattutto del nostro dodicenne.

Rex selfieA giugno 2020, alla fine del lockdown, i cugini del nostro vicino ci hanno comunicato che non erano più in grado di gestire Rex e che, se non lo avessimo preso noi, gli avrebbero cercato una nuova famiglia.

In quel periodo mio figlio aveva iniziato a desiderare un altro cane, avrebbe voluto un cucciolo, ma appena appresa la notizia non ha avuto alcun dubbio: voleva Rex!

Ha chiesto di partecipare a una riunione organizzativa per portarci la sua richiesta e le sue proposte. Gli avevamo detto che avrebbe avuto un altro animale solo nel momento in cui avesse imparato ad accudire quelli già in comunità e con la sua dedizione a Brill ci aveva ampiamente dimostrato non solo di essere un "uomo di parola", ma di avere una costanza e un senso di responsabilità rari per un ragazzino della sua età. Abbiamo analizzato insieme oneri e criticità dell'avere due cani e, ancora insieme, abbiamo messo giù un progetto che permettesse alla bestiola un avvicinamento graduale e meno traumatico possibile.

Non abbiamo mai pensato di avere dei cani (troppo impegnativi, troppo onerosi, troppo bisognosi di cure)... ma l'amore incondizionato per un caro amico, la nostra unione e un preadolescente di rara presenza, ci hanno fatto cambiare idea... ed è così che è iniziata l'avventura con i nostri CAN-MUNARDI!

Ora la comunità si è allargata di due nuovi membri, un po' pelosi, ma tanto tanto tanto affettuosi :-)

Alla prossima per nuovi racconti sui nostri Rex e Brill!

 

 

 

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Pubblicato in Cronache dall'ecovillaggio

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