Cosa mi ha fatto innamorare?

Perché ho scelto di diventare un trainer in Sociocrazia?
Perché voglio migliorare me stessa e contribuire a cambiare il mondo!

La Sociocrazia mi ha fornito uno strumento straordinariamente semplice e flessibile che può sostenere quel cambio di paradigma, per me essenziale, che porti gli esseri umani a tornare “umani”, non isolati, non individualisti o indipendenti, bensì interconnessi, creativi, empatici, collaborativi e solidali, autentici e responsabili.

Dici poco!?

Mi sono davvero interrogata spesso sul “colpo di fulmine” che ho avuto verso questo metodo organizzativo e decisionale.

Io non sono una da “innamoramento facile”. Pondero, esamino, testo, revisiono… e tra l’altro ho una leggera vena perfezionista che utilizzo spesso come metro di misura (vagamente esasperato!) dei miei giudizi. Diciamo che – per essere “buona” con me stessa – mi considero “selettiva” (per non darmi della pignola precisetta autoreferenziale eh eh).

Prima di cambiare radicalmente la mia vita, scegliendo la vita comunitaria e riposizionando la mia scala di valori secondo nuovi (o antichi, ma temporaneamente dimenticati) parametri, ho fatto l’imprenditrice, la consulente aziendale, il manager. 

meccanismo perfettoLa prima risposta che mi sono data su questo colpo di fulmine è stata quindi piuttosto scontata: “finalmente un sistema, con procedure chiare e semplici, che possa permettere di introdurre un flusso operativo all’interno di un gruppo poco organizzato, per renderlo efficiente ed efficace!”.

Diciamo che c’era – come primo istinto emergente – un orientamento al risultato.

Ma mi sono ingannata! 

Il risultato è esattamente l’ultima delle ragioni che mi hanno fatto innamorare! 

Non c’entrano l’efficacia, l’efficienza, la velocità di processo, la chiarezza del metodo, la personalizzazione delle procedure, l’adattabilità ai contesti più diversi… tutte caratteristiche che la Sociocrazia ha e che sono sicuramente importanti. Ma non sono la sua essenza.

valori umaniL’essenza è fatta di VALORI

L’essenza è fatta di un cambio di prospettiva. Di un’inversione di rotta. Quella stessa inversione che mi ha permesso, a quasi 40 anni, di dare una svolta alla mia vita e di riappropriarmi di princìpi che – da sempre – sostengono la vita degli esseri umani: rispetto, equità, comunione, collaborazione, solidarietà, autenticità, fiducia. 

Di questo voglio che sia impregnata la mia vita.
In questo voglio impegnarmi quotidianamente e la Sociocrazia, tra le altre cose, me ne dà la possibilità.

E’ la relazione tra esseri umani il punto focale su cui ruota la struttura sociocratica. 

Le “regole”, le procedure e l’organizzazione sono i mezzi che vengono utilizzati per migliorare e amplificare la relazione tra individui, tutti importanti, tutti di valore, tutti portatori di un pezzo di verità, tutti attori di uno stesso teatro che è la Vita e per la quale tutti ci adoperiamo al meglio delle nostre possibilità. E’ in questo che sta la perfezione… non nel risultato! 

rete neuraleIn Comunità noi abbiamo un motto:
come cellule di un unico organismo”. 

La Sociocrazia mi ha permesso di rendere “esplicito” e “pratico” questo concetto.

Siamo tutti parte di qualcosa e ognuno ha una doppia responsabilità: quella di agire per il bene comune e quella di affidarsi a coloro con cui cammina, in uno spirito di cooperazione e rispetto reciproco, nella sicurezza che stiamo tutti agendo per un obiettivo condiviso.

La “forma” che la Sociocrazia adotta è il Cerchio

cerchio di personeIl cerchio come forma di eguaglianza e equità. Nel cerchio ci si guarda negli occhi, nel cerchio lo spazio e il tempo di ciascuno sono sacri e imprescindibili, nel cerchio nessuno è più in alto o più in basso. Siamo ugualmente importanti, siamo ugualmente parte.

E i cerchi sono tutti interconnessi, in un frattale potenzialmente infinito. Una forma sacra, come la natura ci mostra in continuazione. Come le tradizioni tribali ci ricordano, tramandando valori di pace e cooperazione. 

Tutto questo per me è la Sociocrazia e questi sono i motivi per cui mi sono innamorata e ritengo valga la pena diffonderla, studiarla, approfondirla, applicarla, e – perché no – integrarla. 

girasole frattaleSì! Perché la Sociocrazia si basa anche sul concetto di evoluzione continua. Non è statica, non è rigida, non impone… E’ dinamica, flessibile, aperta al nuovo e al potenziale.

E in un cammino di crescita, queste caratteristiche sono fondamentali. 

Mettiamolo in conto.. non siamo infallibili, non siamo perfetti, non abbiamo la sfera di cristallo quando prendiamo una decisione e quindi.. sbaglieremo! Succederà. L’importante è come affrontiamo l’errore: se apprendiamo, se lo rendiamo un’esperienza, se ci aiuta a migliorare e crescere.. ecco che anche l’errore diventa cultura, diventa insegnamento, diventa evoluzione. E se tutto questo lo affrontiamo in gruppo, ci sosteniamo, ci confrontiamo.. quante più cose ancora possiamo imparare e creare. 

La Sociocrazia è un amplificatore di queste mie credenze. Mi fornisce un metodo, uno spazio protetto dove applicarmi e applicarle, una lente di ingrandimento sulle mie rigidità e sul potenziale da esplorare, un modo di cambiare le regole sociali a cui sono stata abituata.

Non parlo per avere ragione, ma per contribuire. 
Non ascolto per obiettare, ma per comprendere e integrare.
Non agisco per eccellere, ma per partecipare.
Non è per me, ma per noi.

Se riesco a vivere realmente queste mie affermazioni, non ho più bisogno di “nascondermi” per paura del giudizio altrui o di “prevaricare” per sentirmi ascoltata, non ho più bisogno di fare tutto da sola e sentirmi “oberata” o “la migliore”, non ho più bisogno di delegare ad altri la responsabilità (per poi magari giudicare e lamentarmi dei risultati), ma posso fare la mia parte, al pari di tutti gli altri, e contribuire ad alimentare fiducia e conoscenza reciproca. 

innamorare 1Tutto questo mi ha fatto innamorare.

Mi auguro di cuore di essere riuscita a passare anche solo un po’ del mio entusiasmo e dell’importanza che attribuisco a questo metodo. Ne sarei felice.. perché è ciò che mi sono proposta diventando trainer. 

E... se non fosse così, mi dico:

buono abbastanza per adesso!

 
Ma di questo parlerò un'altra volta!

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Pubblicato in Blog di Simona Straforini

Tags: crescita personale, relazioni, cambiamento

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