Supereroi

Supereroi di TdVDall'ultimo post che ho scritto ho pensato in molti momenti a cosa raccontare tramite questo mio blog personale.
Di momenti di vita, di crescita, di emozioni, di situazioni, di pensieri ce ne sono stati/e un mucchio.
Bisognerebbe avere tanto tempo... testa... e scriverci un libro.
Ho bisogno, per scrivere, di sentire il momento, non ho una mente così schematica, probabilmente non sarei in grado di farne un libro.
Quando il momento passa, spesso, è persa in me l'ispirazione.
Potrei raccontare dello splendido corso di Food Forest vissuto con la docenza di Stefano Soldati, persona umana prima che gran professionista, potrei raccontare di come ho vissuto quello che sembrava un addio al gruppo da parte di Antonio, potrei raccontare dell'ultima stupenda e meravigliosa volta in cui ho fatto l'amore con una donna o dell'ultima volta in cui ho sentito la mia anima fare l'amore con l'anima di una donna, potrei raccontare delle innumerevoli crisi interiori che vivo, della difficoltà che ho nel riprogrammare la mia mente verso valori più sani rispetto a quelli inculcatimi da un sistema culturale feroce, potrei parlare di mille cose, tutte interessanti, tutte parti di me e del mio cammino, della mia vita.
Ma oggi ho l'ispirazione per mettere in parole una metafora che mi gira da tempo in testa, il sogno che diventa realtà davanti ai miei occhi, tutti i giorni.
Si plasma nel quotidiano del mio cammino in divenire e più vado avanti più sento che sto facendo, nonostante le tante difficoltà, la vita che voglio.
 
Da ragazzo ero appassionato di fumetti e cartoni animati, ne leggevo e ne guardavo in gran numero.
Sono ancora affezionato a quel mondo, anche se non ne usufruisco più come prima.
Quando parlo di fumetti e cartoni animati la prima immagine che vedo nella mia testa è il supereroe e il suo alter ego ombra: il supercriminale.
Dotati ambedue di superpoteri, ma dei loro strumenti, regalati da Madre Natura e a volte dal destino, ne fanno un utilizzo molto differente, pur essendo invidiabili quelli di entrambi.
In una filmografia che ci ha fatto ormai simpatizzare per il criminale, il furbo, e a volte per il cattivo, per me resta l'opinione che è sempre più immensamente eroico e ammirabile il ribelle, da disobbedienza civile, Robin Hood rispetto all'egoistico ed egocentrico Lupin.
Oltre ai superpoteri, la cosa che mi è sempre piaciuta di quelle serie era il gioco di squadra in gruppo.
Generalmente i buoni ce la facevano perché, anche se a volte partivano individualmente in atteggiamento autarchico e sbruffone, poi nel corso della storia l'umiltà era tale da fargli comprendere in modo autentico e di cuore che l'unione fa la forza, quella era la chiave di volta, quello faceva la differenza.
Si mettevano a servizio della squadra con in testa l'obbiettivo comune e il gruppo diventava facilitante, anziché castrante, per il raggiungimento di tale obbiettivo.
Il singolo, per vincere, doveva essere leader in un gruppo di leader e non sentirsi superiore e solo, doveva vincere attraverso l'amore e non attraverso l'odio e vinceva attraverso i superpoteri e le capacità di tutti unite verso un unico scopo.
Cosa che generalmente castrava i cattivi, dato il loro obbiettivo egocentrico, egoistico, esagerato e spinto dalla rabbia e dalla vendetta.
Da Spiderman in poi i supereroi e i supercriminali hanno cominciato a mostrare il loro lato umano, cosa che con Superman non accadeva, almeno inizialmente, poi, per contrastare la concorrenza, lo hanno inserito anche i creatori delle storie di Clark Kent.
Oltre ai superpoteri c'erano capacità più umane e c'erano anche lati che non piacevano o ci stavano antipatici, c'era il "tallone d'Achille".
Non erano più eroi senza macchia e paura.
La frase famosa e splendida dell'Uomo Ragno la dice lunga: "da un grande potere derivano grandi responsabilità".
 
Qui a Tempo di Vivere io vivo, come in un revival, tutto questo.
Volevo vivere di emozioni, di vita, volevo stupirmi ogni giorno e rompere la routine classica, volevo persone intorno che mi amassero in modo più evoluto, volevo sentirmi unico per qualcosa e capire per cosa, volevo trovare la mia strada, comprendere quali fossero le mie passioni e renderle il mio lavoro quotidiano, volevo imparare a stare in gruppo e correre con qualcuno verso mete importanti, volevo sentirmi contento di stare al mondo, volevo capire quali fossero le mie capacità e svilupparle, migliorandomi in quelle che non ritenevo mie capacità.
Oggi lo sto facendo, lo sto vivendo.
Anche se siamo al casale di Tempo di Vivere solo da agosto dello scorso anno, è passata di qui tanta gente.
Oggi ho l'idea che tutti potenzialmente possiamo essere supereroi.
 
Ho sempre amato i film apocalittici e soprattutto quelli sull'apocalisse zombie.
Improvvisamente i morti tornavano in vita e cacciavano i vivi per nutrirsene.
Le regole saltavano, era il caos.
I governi cadevano, leggi non ce ne erano più, si scioglievano gli eserciti e ognuno pensava solo a sopravvivere.
A quel punto tutti gli schemi della società, per come la conosciamo, saltavano.
Del riccone che non sapeva fare una mazza, se non attingere alla carta di credito, non se ne facevano più nulla.
A quel punto diventava una figura importante, in un gruppo, un taxista o il ragazzo che portava le pizze a domicilio, perché conoscevano a memoria tutte le strade della città e i possibili posti dove nascondersi.
Diventava importante chi sapeva fare un orto o autocostruirsi qualcosa.
Diventava importante chi nella società era considerato un fallito, uno zero.
A volte ho sognato accadesse una cosa del genere, la vita che facevo all'80% mi faceva pietà e mi dava poche soddisfazioni.
Oggi scopro che si può rompere gli schemi senza apocalisse, ma impegnandosi ogni giorno con altre persone che la pensano come me, nel costruire un progetto di vita alternativo.
Qui a Tempo di Vivere un comune operaio nel sistema può diventare un meccanico specializzato, un pensionato una fonte di ispirazione ed energia, un disoccupato un creativo alla Leonardo Da Vinci, un impiegato un manager di alto livello.
Ma la prima cosa che si guarda non è il lavoro che uno fa o sa fare, ma l'essere umano nella sua interezza.
E questa è aria pura, è una cosa che non si può spiegare, la si può solo sentire, vivere, assaporare.
Qui non sarai mai l'Uomo Ragno, ma Peter Parker e verrà accettato di te il lato eroico di Spiderman, il superpotere, ma anche la superdebolezza di Peter, l'atteggiamento antipatico e verrà valorizzata la tua voglia, le tue risorse, i tuoi talenti.
 
Io mi sento un supereroe fra i supereroi, un leader fra i leader e quando crollo qualcuno mi sostiene e mi incita a ricominciare e così mi riattacco al mio leader.
Il mio superpotere? Forse direi la sensibilità, la semplicità e il trovare la forza di rialzarmi ogni volta.
Il superpotere del mio alter ego supercriminale? Direi la rabbia, la ribellione, l'autarchia, il colpevolizzarmi e il colpevolizzare.
Tutti poteri che poi a seconda di come li utilizzo possono passare dalla risorsa allo svantaggio e viceversa.
In fondo se non fosse stato per la mia ribellione non avrei cercato la strada su cui cammino ogni giorno, senza la mia autarchia non mi sarei mai sentito capace di fare un orto da solo, senza i parametri del mio colpevolizzare e colpevolizzarmi non potrei fare sana critica a me stesso e gli altri in una situazione, senza la mia rabbia non troverei le energie per spingermi a continuare a lottare.
Quindi nulla si butta.
 
I miei comunardi anche loro supereroi.
Katia quando sembra finita, esasperata, tira fuori il meglio di sé e risorge.
Gabriella corre veloce sul suo equilibrio e molto attenta lo tiene d'occhio.
Ermanno al momento giusto ti dona qualcosa di sé che ti strappa un sorriso e ti fa andare dritta la giornata.
Simona è una baia sicura e ti sostiene nel momento che ne hai bisogno.
Antonio ha una capacità innata di far entrare adulti e bambini nei suoi sogni creativi.
Isotta ha il sorriso contagioso.
Pietro una tenerezza e un'intelligenza fuori dal comune.
Ma potrei dire tanto anche delle persone che abbiamo vissuto di più.
A scambio lavoro persone con superpoteri impressionanti: un'attenzione e un aiuto enormi, umiltà, voglia di scoprire ed esplorare, creatività.
Ognuno di loro ci ha lasciato qualcosa di sé concretamente e nel nostro cuore.
Persone che stanno cercando di percorrere la strada per entrare nel nostro gruppo che fanno cambiamenti sorprendenti.
Persone che ci sostengono con dolcezza e amore, con creatività e passione per quello che stiamo costruendo.
Supereroi, cazzo!
Mi commuove pensarci.
 
Poi qualche volta sento e vedo qualche notizia o situazione nel mondo esterno, mi rammarico.
Quanti meravigliosi supereroi che non sanno di esserlo e che credono che sono il lavoro che fanno o il ruolo che ricoprono nella vita.
Si sentono persi, finiti, scoraggiati, incapaci, dipendenti, privi di potenzialità, frustrati, insoddisfatti.
Io mi sentivo così... e comprendo.
Dalle ceneri di ognuno di noi comunardi di Tempo di Vivere è nata una stella che brilla, dallo zero nel sistema è nata costruzione.
La lezione più dura è comprendere che il dolore è utile e la peggior cosa che ci può accadere, se sappiamo renderla utile a noi stessi, ci farà diventare un supereroe o una supereroina.
Per chi non lo comprenderà in questa vita mi viene in mente la frase che il papà De Niro diceva sempre al figlio in "The Bronx": "talento sprecato"
 
Un abbraccio a tutti.
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Pubblicato in Cronache dall'ecovillaggio

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