Trasloco: puntata 2 - sempre nuove emozioni

traslocoSecondo trasloco, secondo giro sulla giostra delle emozioni!

Incredibile come ogni cambiamento, per quanto pensato, scelto, programmato.. porti con sé una quantità di imprevedibili sensazioni e pensieri.

E’ giunto il momento anche del trasloco, una prima parte quantomeno. I mobili li porterò via dopo il rogito entro un paio di mesi, ma tutto il resto (vestiti, libri, oggetti vari di bagno e cucina, ricordi e foto) meritava di raggiungermi e io avevo voglia e bisogno di aver intorno qualcosa di “mio”.

Continuavo a rimandare con mille scuse. Principalmente non avevo voglia di affrontare da sola questo passaggio, ma rimandando, alimentavo anche – di contro – il mio senso di precarietà qui. Ancora non ho una stanza mia (l’avrò entro qualche mese, terminati i lavori di una porzione del casale), non ho uno spazio dove lavorare al pc potendomi estraniare un po’ in silenzio, non ho una “tana”, come invece sono stata abituata ad avere negli ultimi 12 anni di vita.
Questo non mi pesa, non mi fraintendete. E’ una componente del cambiamento, che non solo avevo messo in conto, ma che desideravo molto. L’aver quasi sempre qualcuno intorno non è disturbante, è uno stimolo, è compagnia, è affetto costante a portata di sorriso.
E’ anche evidente però che ci sono momenti in cui, un po’ per abitudine e un po’ per reale bisogno, ho voglia di poter stare da sola, in silenzio e di circondarmi di qualcosa che mi faccia sentire coccolata da me.
Il non avere qui nulla che mi rappresentasse (fosse un abito, un libro, un disegno) alimentava necessariamente l’insoddisfazione di questo bisogno. Come se mi lasciassi entrare in un circolo vizioso.

E, di nuovo, il gruppo è venuto in mio soccorso prima che io consapevolizzassi tutto questo.
Date le mie titubanze, dati i miei continui rimandismi, ma dato anche il malessere probabilmente evidente, del non avere parti di me qui con me… Gabriella mi ha proposto due giorni per accompagnarmi a Milano a inscatolare. Una manna dal cielo. In meno di un giorno e mezzo abbiamo imballato tutto!
Nel farlo mi ero posta un obiettivo: tenere solo ciò che davvero mi serve e rappresenta qualcosa per me per come mi sento ora, per le scelte che ho fatto e voglio fare e lasciare andare tutto ciò che ora non è più utile.

Volevo un trasloco “catartico” :-) e direi che ci sono riuscita!

Ho raccolto ben 8 sacchi da dare in beneficenza a un’associazione vicino casa che aiuta famiglie bisognose, e altrettanti sacchi di cose ormai inutilizzabili da buttare.

Mi sono passati per le mani tanti ricordi e per ognuno una frazione di secondo, un sospiro, un pensiero, un’emozione e una scelta. Tengo, lascio

Alla fine le cose importanti per me si sono ridotte a due scatoloni di vestiti (estate e inverno), una scatola di oggetti vari (le mie adorate fatine, le pietre, le candele), diverse cassette di libri e poco altro. Il resto del furgone era pieno di cose utili al casale, elettrodomestici, qualche scaffale, sacchi di dispensa alimentare. Che soddisfazione!

Trucco-mineraleHo avuto una mezza crisi sui… trucchi ! Incredibile eh!?
La testa mi diceva “lasciali… a che ti serviranno mai?”… la pancia non voleva mollare.
Trucchi minerali, una passione che ho da un paio d’anni. A Milano mi truccavo spesso per il lavoro, ho convertito moltissime amiche a questa tipologia di prodotti (più etici, sani e pure economici) e nel tempo ho racimolato una bella collezione di pennelli e colori. Son stata quasi una mattina a decidere cosa farne. Alla fine ho trovato un compromesso con me stessa (dopo che Gabri, vedendomi in conflitto, mi ha aiutato a smettere di giudicarmi per l’incongruenza di cui mi additavo volendo una cosa che identificavo così “frivola” mentre scelgo di condurre una vita sobria): ho fatto una busta per regalarne un po’,  ho buttato quelli vecchi non eco, ho tenuto il resto… conscia che forse non li userò qui e sicuramente non spesso, ma che posso fare anche questi passaggi con gradualità.

Non è necessario che io mi erga a paladina della decrescita tutto d’un fiato.. è importante che io tenga a mente la direzione che voglio percorrere e che mi dia anche il tempo di metabolizzare un passo alla volta.

Ora i trucchi sono ancora imballati.. ovviamente :-)
Magari li userò per fare un corso di maquillage eh eh.

Insomma, anche questa è fatta!

camera blu simoHo salutato casa. Mi sono presa qualche minuto mentre Andrea, Anto e Gabri finivano di chiudere il furgone con le mie (ora nostre!) cose. Mi sono riguardata ogni angolo, ho accolto la malinconia per un luogo che mi ha ospitato e fatto sentire protetta per tanto tempo e ho provato molta gratitudine. Ho vissuto momenti importanti tra quelle mura, molto di ciò che mi circondava fino a poche scatole prima parlava di me, di un attimo, di un'emozione, di un ricordo. Che io l'abbia inscatolato, o messo nei sacchi da regalare, che sia rimasto appeso a una parete (come il muro blu della camera da letto con l'immagine della luna piena e le sagome dei miei gatti), tutto è stato importante per me e parla di qualcosa che è accaduto o ho provato. E' stato bello ricordarmelo e sapere che è tutto nel cuore. 

E ora, a Marano, vedere la mia cassettiera blu e la mia libreria nella stanza che ora è dei gatti mi piace molto… e pure avere qualche mutanda in più ahah ahah.

E’ come se tutto stesse pian piano prendendo la forma che fino a poche settimane fa solo immaginavo e sembrava lontana e ancora sfocata. Inizio a consolidare il mio trasferimento anche dentro di me.

Ancora, a volte, parlo di “andare in ufficio”, ancora ogni tanto mi sveglio al mattino pensando che non ha suonato la sveglia, ancora mi sento vagamente disorientata se ho passato la mattina al sole senza metter mano al pc… ma credo che mi abituerò presto a vivere il mio tempo come voglio! Voi che ne dite?


Ah… vi aggiorno anche sui pelosi: in molti mi avete chiesto come stanno... grazie per l’interessamento!
Stanno benone!!


kiwi rotola

 

Kiwi (quello chiaro più peloso) ormai spadroneggia per il giardino; sta più fuori che dentro; gira curioso ogni angolo, sereno e tranquillo. Quando è stanco rientra nella sua stanza e dopo essersi accuratamente pulito dal fango, si fa un sonnellino sul divano.

 

 

nocciola zerbinoNocciola (la tricolore) che è sempre stata particolarmente ansiosa, esplora un territorio più limitato ma anche lei apprezza l’esterno più che l’interno; quando sente un rumore troppo sospetto per le sue orecchie da milanese corre come una freccia in stanza.. ma pochi secondi dopo il richiamo dell’esterno si fa sentire nuovamente e torna a zampettare sull’erba.

 

mirtillo e tottaMirtillo (rosso, a pelo corto) è il più titubante. Vede i fratelli uscire e li guarda come fossero un po’ matti.. ma da un paio di giorni si sta facendo coraggio e ha fatto anche lui qualche passo fuori.

Come me, si stanno ambientando e iniziano a considerarsi a casa, godendo di un cambiamento che sta portando solo grandi benefici.  Vederli che si muovono al sole, che annusano l’aria e corrono sull’erba è un’emozione che mi commuove e mi da’ sicurezza.

 

Avrei ancora un sacco di cose da raccontare sulle mie giornate qui…
Ci risentiamo alla prossima puntata :-)
Intanto vi abbraccio tutti.

 

Solo guardare da vicino un animale può estraniarti dalla mente e portarti nel momento presente, che è quello in cui gli animali vivono sempre...
e lasciarti andare alla vita.
E' così meraviglioso guardare un animale, perché un animale non ha opinioni di se stesso.
Lui è.
[Guardiani dell'Essere. Di Tolle e McDonnell, ed. L'età dell'Acquario]

 




  kiwi e anto

 

 

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Pubblicato in Blog di Simona Straforini

Tags: vivere insieme, scollocamento solidale, relazioni, cambiamento

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