Un altro mondo.. è possibile

Un-altro-mondo poster NOV 72dpiIl giorno dopo la proiezione di "Un altro mondo" di Thomas Torelli, ci siamo ritrovati in giardino, con la voglia di raccontarci cosa avevamo vissuto la sera. E’ stata una mattina splendida, di condivisione profonda, lacrime e sorrisi, consapevolezza e umiltà. Per questo abbiamo pensato che fosse limitante scrivere un unico articolo di gruppo su questa esperienza. Vi lasciamo invece con le riflessioni di alcuni  di noi. 

 

E vi invitiamo, se ancora non avete avuto modo, di sostenere questo film e il messaggio che Thomas Torelli sta divulgando. Andate a vederlo, comprate i dvd, veniteci a trovare e organizziamo una serata insieme. Vi garantiamo che ne vale la pena.

 

 

 

Simona

simonaNo. Non è un altro mondo quello che ho visto rappresentato e descritto in questo film. E’ proprio il nostro mondo. Semplicemente quello che dimentichiamo di osservare, che scordiamo di celebrare, che consideriamo esterno a noi, anziché parte integrante della nostra esistenza. Questo ho visto e questo ho provato domenica sera. Fin dai primi minuti, mi sono sentita rappresentata, raccontata, esplorata. Come se vedessi sullo schermo una storia che conosco e che – a volte – anche io dimentico. Ho provato brividi di calore, energia in movimento e commozione. A tratti sorridevo o chiudevo gli occhi, a godere di quello che stavo provando e che mi sembrava unire anche chi mi sedeva accanto o molte file più avanti, come in un’unica grande bolla.

Sono entrata in sala con una carica emotiva piuttosto spiacevole, delusa e amareggiata. Mi aspettavo molte più persone e molta più collaborazione nella divulgazione e nella partecipazione di altre associazioni, enti e istituzioni. Avevo in testa mille pensieri e quasi nessuno era pacifico e comprensivo.

Poi è partita la musica, ho vissuto le immagini e ascoltato le parole. E tutto mi è sembrato trovare un senso. Perché un senso c’è sempre: semplicemente potrei non riconoscerlo subito. Quello che è emerso e che mi tengo stretto da quella sera è proprio questo: la fede. Fede in quello che stiamo facendo, fede che facendolo con amore e dedizione, con rispetto e consapevolezza, i semi germoglieranno e gli ostacoli si trasformeranno in opportunità, perché ci stiamo muovendo verso “un altro mondo”, quello vero. Ora è un po’ annebbiato, ma ciascuno di noi, nel suo piccolo, ne illumina un angolo e prima o dopo, la luce sarà abbagliante. Forse io – in questa vita - non farò in tempo a vederlo, ma sono uscita dal cinema orgogliosa di portare il mio lumicino.

 

Andrea

andreaCome ho conosciuto Thomas Torelli mi è venuto spontaneo chiedergli come avesse iniziato a fare il regista. Ero curioso del suo percorso umano.
Il film, "Un altro mondo", non lo avevo visto, ma sapevo più  meno di cosa trattava.
Mi ha subito colpito il lato umano di Thomas e la simpatia che ho sentito nascere reciproca fra noi.
Ho condiviso i miei film preferiti con lui e abbiamo parlato molto di registi e attori.
La sera il cineteatro non è stato pieno come ci sarebbe piaciuto, ma l'atmosfera è stata bellissima.

Un film pieno di amore e vita.
Alla fine mi sono sentito pieno d'amore e ho sentito l'impulso di stringere la mano a Katia che si era seduta accanto a me.
Sia il film che il dibattito subito dopo sono stati momenti di puro counseling e di condivisione umana vera.
Chi lasciava anzitempo la sala salutava e veniva salutato.
Una scena bella e surreale pensando ai tanti cinema che ho frequentato dove questo non avveniva.
Tutti eravamo stati stregati dalla magia che Thomas era riuscito a racchiudere in poco più di un'ora di film.

 

Ho sentito la voglia istintiva di stringerlo a me appena l'ho incrociato alla fine della serata e di dirgli grazie.
Gli ho anche detto che dovrebbe fare un film più approfondito sulla connessione con la natura, cosa che sento molto mia, e che lui è in grado di far assaporare e vivere un bosco attraverso le immagini che scorrono in un suo film documentario.
Mi auguro davvero un giorno lo faccia.

Serata per me indimenticabile, piena di amore, condivisione e vita... che è poi il nostro progetto di Tempo di Vivere.

 

Ermanno

ermannoIl docufilm "Un altro mondo" ci è stato consigliato da diversi amici e la possibilità di poterlo portare e condividere con altri è stato il nostro obiettivo principale. Non posso nascondere che subito, come è abitudine qui a Tempo di Vivere, le aspettative sulla partecipazione sono state molte, patrocinio del comune, sala del cineforum a disposizione con i suoi 200 posti, contatti, volantinaggio, due giorni di preparazione del buffet ci hanno fatto credere di fare il pienone ... invece la sera della proiezione si sono presentate 38 persone oltre a noi.

Inutile dire che un senso di delusione e d'insuccesso mi ha accompagnato alla poltrona pronto per vedere il film, ma fin dai primi fotogrammi ho compreso perché questo film era tanto acclamato e perché tante rassegne lo avevano premiato.

Il regista Thomas Torelli è riuscito a passare su una pellicola la sua passione, il suo percorso, offrendo una fotografia del mondo in cui viviamo in modo chiaro e positivo.

Un lavoro di montaggio straordinario (il regista ha confessato che è durato più di un anno) delle varie interviste ha dato un ritmo alla pellicola che mi ha coinvolto portandomi per mano a vedere come la fisica quantistica stia riscoprendo la conoscenza dei popoli antichi; come i nativi americani, i maya, gli aztechi già conoscevano e vivevano la profonda connessione tra uomo e universo e come tutti siamo collegati creando un "tutt'uno".

In mezzo ai vari interventi quello che mi ha colpito di più è stato Vittorio Marchi, un ricercatore di fisica quantistica, che conclude la sua intervista dicendo con una delicatezza e una semplicità poco assimilabili a uno scienziato che "quando l'uomo scopre cos'è l'Amore a quel punto può dire che conosce Tutto".... ancora adesso, ripensando a quelle parole, mi vengono i brividi nel comprendere come la vera Sapienza è già in noi e il nostro compito principale è quello di impegnarci per riscoprirla.

 

Katia

katiaHo scritto una riflessione piuttosto lunga su questa esperienza. Ti rimando a leggerla nelle pagine del mio blog, QUI.
Riporto qui un breve estratto.. 

"La maggior parte della gente o sta nel passato, nel ricordo, o sta nel futuro, pensando a quello che vorrebbe fare. Poca gente vive nel presente e il presente è l’unico tempo che abbiamo…" queste le parole di Alberto Ruz Buenfil che per prime mi toccano l’anima… Mi ripeto “Il presente è l’unico tempo che abbiamo” e non posso non pensare al nome che 5 anni fa io e Antonio abbiamo scelto per il nostro progetto di comunità intenzionale “Tempo di Vivere”… “Un nome che spacca”, come mi ha detto l’amico Matteo Gelatti qualche giorno fa… già, eppure quante volte me ne dimentico, anche adesso che vivo ogni giorno nel sogno sognato per tanto, quanti attimi spreco nella paura del giudizio, nell’aspettativa, nel cercare di dimostrare anziché di Essere per me stessa, nell’attenzione verso ciò che manca anziché verso ciò che ho

A un certo punto del film arriva questa frase

“In Lak’Ech: Io sono un altro Te”

“Io sono te nei tuoi errori, nella tua ombra, nella tua luminosità, io sono te assolutamente in tutto, sono un riflesso di te stesso” (Rainbow Eagle) … ecco, queste parole dovrei tatuarmele a fuoco sul cuore, perché troppo spesso mi dimentico di ciò che mi ha portato fino a qui, di quell’Amore verso me stessa, verso il mondo che mi accoglie, verso le persone che la vita mi ha messo accanto e che, pur nel male che a volte ci facciamo, fanno parte di me e mi permettono di crescere giorno dopo giorno, passo dopo passo.

 

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Pubblicato in Cronache dall'ecovillaggio

Tags: crescita personale, vivere insieme, permacultura, relazioni, cambiamento

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