Un inizio anno.. poco convenzionale

natale in ecovillaggioHo sempre vissuto le vacanze di Natale come un momento legato alla sfera familiare: ci si ritrova con i parenti più stretti per trascorrere dei momenti più o meno piacevoli, mangiando fino a stramazzare; spesso il menu è intriso di storia della famiglia e dalle contaminazioni avvenute negli anni, con le ricette della nonna e della bis zia che si tramandano nel tempo e aumentano ancor di più il clima della tradizione in quel periodo.

Ma anche il Natale, come tutta la nostra vita, dopo la scelta di vivere in ecovillaggio ha subito parecchi cambiamenti; se poi, oltre ai comunardi, in quel giorno ci sono anche altre persone venute per trascorrere qui da noi un periodo di vacanza.. posso solo dire che tutto diventa in qualche modo magico.

Certo noi siamo effettivamente strani e non ci facciamo mancare nulla, quindi a pochi giorni da Natale a Katia viene diagnosticata una polmonite e i due barba della comunità sono alle prese con gli ultimi ritocchi al riscaldamento della casa, già efficiente ma sempre migliorabile, per avere finalmente quello che lo scorso era solo un sogno: la casa calda!!!

Da quando siamo qui, il momento delle feste è una fantastica occasione per conoscere persone nuove e in questo senso anche questa fine 2015 non è stata da meno. Il giorno di Natale sono stati con noi Raffaella, Massimiliano, Maddalena e Domenico, una famiglia di Milano che ha voluto ritrovare il calore di una festività più autentica e Samuele, una persona speciale con cui, nei pochi giorni della sua permanenza, si è creata un’alchimia magica che ci ha donato non solo una nuova splendida amicizia, ma anche tanti nuovi progetti da iniziare insieme.

natale in ecovillaggioTutto va per il meglio, il tempo è clemente, a parte qualche giorno di nebbia che si insinua sulle nostre colline creando paesaggi da sogno; in questo periodo si avvicendano tanti nuovi amici e qualcuno che già faceva parte delle nostre vite da un po’, gli scambi e i confronti, i momenti di condivisione e di gioco ci accompagnano.. fino ad arrivare a ridosso del capodanno con il casale talmente pieno da spingerci a lasciar libere alcune delle nostre stanze per far spazio agli ospiti... quello che per altri potrebbe essere solo un disagio, per noi diventa nuovo spunto di crescita e di unione.

Il 30 Io, Isotta e Pietro iniziamo ad avere qualche problema con lo stomaco, considerando che i nostri due piccoli selvatici vivrebbero in maglietta e scalzi anche in Siberia e che noi li rincorriamo fuori per coprirli dimenticandoci la giacca, la cosa non ci ha preoccupati più di tanto.

Il 31 iniziano i preparativi per il gran cenone, con Marco abbiamo pensato a un bel menu vario e anche parecchio impegnativo, quindi fin dal primo pomeriggio siamo partiti con l’impasto per le tagliatelle e la preparazione del sugo ai funghi, poco a poco però anche altri accusano un po’ di malessere e in cucina si iniziano a perdere le prime colonne portanti: Marco e Davide stravolti si spostano in sala per godersi un po’ di caldo e riposarsi, da lì a poco anche Antonio, Carla e Fabrizia non si sentono bene… le pentole con sughi e deiziosi intingoli vengono pian piano sostituire da calde tisane ristoratrici… alle 18 del 31 dicembre 2015 il casale ha iniziato ad assomigliare più a un nosocomio che a un allegro luogo di vacanze... era iniziata una bella epidemia influenzale!

Approntiamo velocemente un’area “lazzaretto”, con i cinque agonizzanti rinchiusi in soggiorno dove la nostra mitica stufa a razzo, amichevolmente detta Carlotta la stufa che scotta, mantiene il tepore dando conforto agli ammalati; si formano subito delle staffette che dalla cucina vanno a controllare l’impatto dell’epidemia e la condizione degli ammalati. Tisane, borse dell’acqua calda, cuscini di semi di ciliegio sono le ordinazioni più diffuse, mentre in cucina si continua con le preparazioni di antipasti, primi, secondi… insomma si sta creando una situazione veramente surreale!

Di quelli rimasti in piedi, una parte pensa agli ammalati e l’altra rimane concentrata sulla preparazione del cenone… una faticaccia, ma con la voglia di donare comunque a chi sta bene un Capodanno degno di essere ricordato e la tristezza per non avere accanto quasi la metà del nostro gruppo e due care amiche. In cucina viene arruolato chiunque abbia capacità e voglia di sostituire i caduti, così la preparazione del cenone per 40 persone (meno 5) va avanti e prende forma; con gli ultimi sforzi finalmente siamo pronti, ma quando gli ultimi vassoi varcano la soglia della stanza dei tappeti (la ex stalla che con tanto amore e lavoro abbiamo reso confortevole e calda), la tristezza prende il soppravvento. Quei cinque posti vuoti a tavola pesano, ma la serata va avanti e termina con un bel falò sotto una meravigliosa stellata. Il giorno dopo, a Katia sale la febbre e alcuni ospiti, fino ad allora ancora sani, iniziano ad avere i primi sintomi dell’influenza… sembra che qualcuno ci abbia lanciato un malocchio!!!

Entro il due contiamo 12 ammalati tra residenti e ospiti! Fortunatamente i malesseri e la febbre durano più o meno 24 ore e chi ha già superato l’empasse influenzale si mette in gioco per supportare l’intero gruppo.

fabrizioVoglio solo soffermarmi su quello che reputo sia stato il più bel regalo ricevuto da queste vacanze: conoscere Fabrizio un ragazzo di 21 anni, autistico, che insieme ai suoi genitori Carlo e Fabrizia (in arte Rodrigo e Manuela) ha passato qui da noi due settimane piene di vacanza. E’ stata un’esperienza totalizzante quella di approcciare con un nuovo mondo, quello di Fabrizio, un mondo che non conoscevo, un mondo con cui non posso utilizzare i mezzi convenzionali per relazionarmi, ma dove un semplice sorriso e un piccolo gesto racchiudono tanto amore vero e genuino. Vedere giorno dopo giorno Fabrizio che si adattava a vivere in comunità, sentire sempre di più la sua vera presenza, la sua partecipazione: ormai cantava, suonava e ballava, ci ha permesso di conoscerlo e forse parzialmente comprenderlo, fino a volergli bene. Qualcuno ha detto che ha imparato di più da Fabrizio in questi 15 giorni che da libri o seminari, ebbene sposo appieno questo concetto: Fabrizio, Fabrizia e Carlo ci hanno dimostrato con i fatti e i comportamenti quanto si può amare e che l’amore non è legato alle parole o alle convenzioni ma soprattutto a quello che sentiamo nel cuore.

Rispetto al capodanno cosa dire.. non siamo legati alle convenzioni, quindi abbiamo deciso che se il 31 dicembre non è andato benissimo potevamo riprovarci anche un altro giorno… la notte tra il 2 e il 3 ci siamo ripresi finalmente la nostra festa, giocando, ballando e cantando fino alle 4 di mattina!

 

Buon 2016 a tutti !

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Pubblicato in Cronache dall'ecovillaggio

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Mariarosaria Luongo
Ciao a tutti voi, che dire non vi siete fatti mancare nulla! Un epidemia un cenone regale, e tante persone, che hanno deciso di trascorrere un po di giorni con voi. Tutto sommato credo siano state delle belle giornate, e ne sono contenta per tutti.Io sono stata a trovare mia mamma a Napoli, insieme a mia figlia e Gianluca. poi il resto dei giorni ne abbiamo aprofittato per riposare, visto i ritmi che normalmenmte abbiamo. L'anno è iniziato uguale a quello che si è da poco concluso, per ora almeno è cosi in seguito vedremo se riusciremo in qualche " Cambiamento" Saluto e auguro a tutti voi Buona vita che è un po di più di 365 giorni. Con stima e simpatia abbraccio tutti voi.Mariarosaria Luongo

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