Cogli l'attimo

Nei giorni scorsi abbiamo rivisto tutti insieme “L’attimo Fuggente”.

Non so se anche a voi fa sempre effetto questo film. Per me è stato ancor più commovente della prima volta che l’ho visto, perché – nella condivisione dei messaggi che trasmette – mi sono resa che ho raccolto quell’insegnamento e hocolto l’attimo”. Ho reso straordinaria la mia vita.

Anche Marco ci ha scritto un pezzo per il blog dello Scollocamento Solidale (lo trovate qui) e ci è talmente risuonato il senso profondo di ciò che il prof. Keating insegna, che abbiamo trasmesso un piccolo estratto del film anche durante l’ultimo corso.

Inaspettatamente – o forse no – alla frase “Rendete straordinaria la vostra vita!”, in alcuni partecipanti si è mossa un’emozione spiacevole, di tristezza, rassegnazione o frustrazione.

“Cosa ne faccio della mia vita? Come posso renderla straordinaria? Ormai…”

[anche su questo “ormai” qualche settimana fa abbiamo fatto delle riflessioni che Gabriella ha raccolto in questo articolo].

Questo ci ha fatto riflettere.

carpediem22Cosa intendete quando pensate a una vita straordinaria? Cosa visualizzate? Quali immagini vi passano davanti? Il giro del mondo in barca a vela? Una casa di lusso, piscina, vacanze, sole e mare? Tanti figli, nessun figlio? Un uomo/donna bellissimo/a accanto che ha occhi solo per voi? Cosa?

Qualcosa di così lontano da voi e dalla vostra realtà attuale da sembrare irraggiungibile?

Quella mattina, ancora un po’ addormentata e silenziosa come mio solito, mi sono ritrovata in cucina, in un angolo, con la tazza in mano. Aspettavo paziente che si liberasse un appoggio per farmi il cappuccino, mentre intorno a me si muovevano comunardi e amici, ognuno con la propria colazione personalizzata.

C’era Davide che in una porzione del bancone si faceva il kefir con cereali e frutta; c’era Marco che preparava il suo mix di yogurt, frutta fresca, spezie; c’era Pitruz che componeva con cura la sua macedonia perfettamente allineata nel piatto e la ricopriva con attenzione di semi di sesamo; c’era il caffè nella moka che saliva per Gabri, Pasquale e Manno che lo aspettavano.

E’ stato un attimo. Un attimo di pura felicità. Un attimo di presenza e consapevolezza. Un attimo in cui mi sono detta: questo è stra-ordinario! Essere circondata da persone a cui vogliono così bene, che mi ricambiano, con cui sto condividendo una semplice colazione e che rendono la mia mattina speciale e colorata, rumorosa e profumata… ricca e arricchente.

E’ questo il senso per me. Non serve nulla di materiale per rendere straordinaria la mia vita. Serve guardarla con occhi nuovi. Serve permettermi di stupirmi, di ascoltare le mie emozioni, di concentrarmi sulla meraviglia di quello che ho intorno e che riempie la mia vita.

E’ vero! Io e tutti i comunardi di Tempo di Vivere abbiamo sicuramente fatto una scelta di vita fuori dal comune, dagli schemi abituali e dall’ordinario e questo indubbiamente facilita, ma quello che ho compreso quella mattina è che quello stupore, quella connessione con ciò che mi fa stare bene e mi nutre, è possibile in ogni ambito, in ogni situazione, in ogni contesto. Si tratta di scegliere dove volgere lo sguardo, di prendersi il tempo e dirigere le vele dei propri pensieri.

cogliattimoMi sono ritrovata a ripensare a un articolo di qualche mese fa, in cui celebravo le mie “prime volte” da quando mi sono trasferita. Mi sono resa conto di quanto, nel momento in cui mi fermo e lascio fluire, quella lista si possa allungare ogni minuto di ogni giorno. Ogni giorno ho un attimo in cui qualcosa di straordinario accade – se scelgo di osservare - e ogni volta lo stupore è tale da sembrare una prima volta: Isotta impara una parola nuova, il gatto si rotola nell’erba, il vento muove l’acqua del laghetto e il sole crea riflessi di luce che sembrano danzare, il cielo di notte sembra una cupola di stelle, un pensiero triste mi passa sul viso e qualcuno lo consola con un abbraccio, Manno e Katia mi donano la loro scrivania così che io possa avere un angolo tutto mio per scrivere e disegnare e la mia camera diventa improvvisamente più intima e accogliente.
Potrei davvero continuare all’infinito.

Lo fate? Vi prendete un attimo per accorgervi di cosa ha reso straordinaria la vostra giornata?

C’è! C’è sicuramente. Anche nelle difficoltà, anche nella tristezza di alcuni momenti, c’è qualcosa per cui gioire, per cui ringraziare, di cui nutrirsi.

Di notte il sole c’è lo stesso, solo che non lo vediamo.

[cit. Gabriella, che mi dona sempre delle perle di saggezza nelle nostre chiacchiere.. ed ecco un’altra cosa che rende straordinaria la mia vita :-)].

Forse a volte è uno sforzo di volontà, cercare quel “sole”. Ma se partiamo dalla certezza che è lì, è più semplice trovarlo. E quando lo troviamo e gli permettiamo di scaldarci, possiamo affrontare anche il resto – pioggia, nuvole, grandine - con la serenità nel cuore che qualcosa di straordinario accadrà o sta già accadendo.

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Pubblicato in Blog di Simona Straforini

Tags: crescita personale, vivere insieme, scollocamento solidale, relazioni, cambiamento

Commenti   

0 # caterina 2016-02-19 08:55
Leggere queste parole è già un bel dono, per oggi.... oltre a tutto il resto. Ciao Caterina
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