Come autoprodurre i semi

Riprendendo lo scorso articolo sui semi voglio proseguire con un po' di pratica.

Qua a Tempo di Vivere stiamo sperimentando l’autoproduzione dei semi: è un percorso lungo e non immediato, in cui molti fattori entrano in gioco.

Innanzitutto è importante sapere quali caratteristiche vogliamo che le nostre piante mantengano, trasmettendole alle future generazioni, caratteristiche che parlano di qualità e sanità della pianta, della qualità e quantità di produzione, di resistenza e risposta positiva alle difficoltà a cui la pianta è andata incontro (siccità, patologie, sbalzi di temperature, ecc…).

Quando stiamo nell’orto, mentre ci prendiamo cura delle piante, mentre le osserviamo crescere è utile tenere in considerazione quelle che più si avvicinano alle caratteristiche che vogliamo conservare con i nostri semi. Per facilitarci questo processo possiamo escogitare dei trucchetti per ricordarci quali sono, come ad esempio legare un nastrino su quelle prescelte, in questo modo, al momento giusto, sapremo quali sono i semi che vogliamo raccogliere e conservare. 

scambio semiUn fattore importante da tenere in considerazione è la possibilità che due varietà si incrocino dando vita a piante differenti da quelle desiderate, ad esempio il mais si incrocia molto facilmente ed è consigliato tenere distanti due diverse varietà almeno 4 km l’una dall’altra, altre strategie adottabili possono essere quelle di seminare diverse varietà in annate differenti, seminare diverse varietà scalarmente in un anno oppure effettuare l’impollinazione manuale salvaguardando il fiore da possibili intrusioni esterne non desiderate.

E’ buona norma scegliere per la riproduzione i frutti che si formano per primi: quelli posizionati sul primo palco producono semi con maggior energia germinativa e minor tendenza all’ibridazione.

Queste sono solo alcune considerazioni e consigli di cui si può tener conto per autoprodurre i semi, frutto di un iniziale studio ed esperienza con l’orto dell’ecovillaggio. Consiglio a chi fosse interessato particolarmente a questo argomento di informarsi maggiormente per ottenere dei buoni risultati.

 

Alcuni esempi

  • Pomodoro

semi di pomodoroLa maggior parte dei pomodori ha fiori autoimpollinanti, per questo risulta facile evitare incroci non desiderati. Si raccolgono a piena maturazione, si coglie la gelatina interna contenente i semi (che inibisce la germinazione), si aggiunge un contenuto pari di acqua e si lascia a fermentare in una ciotola per 2-4 giorni finché la gelatina non si degrada (solitamente compare una patina bianca sulla superficie). Al termine del processo si versa tutto in un colino, si sciacquano i semi finché non sono perfettamente puliti e si mettono a seccare in un luogo al riparo dal sole.

La durata della germinabilità dei semi va dai 5 a 10 anni. 

 

  • Bietola

semi bietolaE’ una pianta biennale, ovvero la fase vegetativa si svolge nel primo anno di vita della pianta e la fase riproduttiva nel secondo anno; ha bisogno di freddo per andare a seme (passare l’inverno) ma potrebbe fiorire il primo anno in caso di gelate tardive.

I fiori contengono sia gli organi maschili sia quelli femminili ma poiché la maturazione non avviene contemporaneamente non è possibile l’autofecondazione.

Le spighe fiorali, quando iniziano a seccare, vanno tagliate e poste su un lenzuolo all’ombra e all’asciutto. Quando sono completamente secche i semi si staccano facilmente sfregandole con le mani.

In condizioni ottimali la durata della germinabilità cala del 50% dopo 6 anni

FacebookTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed Pin It

Pubblicato in Verso l'Autosufficienza

messaggio globale  italiano

Seguici anche via email

* campi obbligatori