Crescere insieme

Vita comunitaria

Ho letto una volta… “la comunità, l’ecovillaggio, il gruppo… il percorso di crescita personale più lungo della vita!

Pensavo di aver compreso e assimilato questo concetto in modo profondo, ma ciò che è insito in queste parole, è inimmaginabile fino al momento in cui non lo vivi, finché non ci sei in mezzo!

Mentre scorrono i giorni, costellati di momenti stupendi e appaganti e da situazioni dolorose e difficili, stati d’animo spiacevoli, conflitti e scelte, (come ho già scritto nell’articolo precedente, “Scegliere significa rimettere in discussione”) da affrontare con attenzione e presenza, la Vision di Tempo di Vivere mi risuona nella testa!

Nella Vision si legge:

Tempo di Vivere nasce come comunità intenzionale che mette al centro la persona con i suoi bisogni più profondi, mettendo in atto accoglienza, accettazione, ascolto attivo e non-giudizio, con il fine di permettere a ognuno di aprirsi, fidarsi e affidarsi agli altri, mostrando la parte più intima di sé.
Per stabilire relazioni durature e costruttive, basate sul sostegno comune, è necessario imparare a comunicare prima con noi stessi e poi anche con gli altri.


TdV vuole costruire una comunità aperta, dove i bambini possano crescere in un ambiente più puro e dove possano, fin da piccoli, auto realizzarsi al meglio, senza costrizioni o continue mediazioni …una comunità che si basi sul senso di responsabilità individuale, sull’amore, sulla fiducia e sul rispetto reciproco, …una comunità  in cui infanzia, adolescenza e vecchiaia vengano vissute e considerate come ricchezze sociali fondamentali, così che ogni bambino, adolescente e anziano possa sentirsi parte utile, importante, essenziale e insostituibile e respiri il senso di sicurezza e appartenenza che merita.
TdV considera la diversità una ricchezza

mettere al centro i bambini“Mettere al centro dell’attenzione l’essere umano e i piccoli esseri umani, i bambini e gli adolescenti…”, sono belle parole ma non basta pronunciarle, è necessario agirle!

Rileggendo ciò che abbiamo scritto 5 anni fa, sono ancora fermamente convinta che è ciò che voglio fare, eppure… non sempre ce la faccio e ricado nei vecchi meccanismi e senso di precarietà, instabilità e disorientamento mi invadono!

Quando i dolori del passato riemergono con una forza prorompente e ci invadono, rendendoci incapaci di mettere in atto comportamenti sani ed efficaci a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, tutto diventa complicato!

Nasciamo in una famiglia (qualcuno dice che ce la scegliamo!).
Scegliamo di crearci una famiglia, la prima comunità intenzionale con i caratteri di esclusività, di stabilità e di responsabilità, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale.
Questo progetto spesso viene realizzato in modo inconsapevole.

In una società in cui sembra che sia sempre più importante apparire piuttosto che essere, la famiglia è la prima a trovarsi in difficoltà nell'elaborare nuovi strumenti che permettano a bambini e giovani di diventare adulti responsabili e consapevoli.

Dalla difficoltà di essere noi stessi, di sentirci maturi emotivamente, di fare i genitori, emerge che la famiglia come istituzione è in crisi.
È sempre più faticoso trasmettere, dentro le mura domestiche, il rispetto per se stessi e per gli altri, la dignità della persona, l'importanza degli affetti, il valore del ben-essere e del ben-vivere.

famiglia in crisiGenitori e famiglie oggi vivono cambiamenti storici e sociali epocali e vorticosi.
La struttura familiare si sta modificando molto velocemente.
Il sistema si sgretola, il principio dell’autorità e del possesso sono tramontati.

L’amore può darci i nostri momenti migliori e appaganti e anche i più dolorosi, devastanti e autodistruttivi.
L’amore può condurci in Paradiso o scaraventarci all’Inferno!
Il senso dell’amore, con la A maiuscola, basato sul rispetto, onestà, senso di appartenenza e accettazione sembra, spesso, irraggiungibile.

Partner e figli ci regalano momenti indimenticabili e di grande felicità e momenti in cui mettono a dura prova le nostre certezze: a volte sappiamo come comportarci mentre altre rimaniamo sconcertati, ci sentiamo incapaci e impotenti!
Il lavoro ci assorbe, il tempo da dedicare a noi stessi, alle nostre relazioni importanti, alla vita è sempre meno!

La discontinuità genitoriale e generazionale per quanto riguarda la cura, l’educazione e, spesso, la presenza, sono un dato ormai generalizzato: i genitori spesso provano un senso di confusione, solitudine e inadeguatezza.
Non è nostalgia del passato, questi tempi così complessi sono in realtà anche molto interessanti e ricchi perché, mai come oggi, i genitori sono orientati a fare il meglio possibile per i loro figli e a porre i più piccoli al centro dell’attenzione.

E’ uno splendido obiettivo da cui derivano, spesso, aspetti paradossali: tutta questa cura e questa attenzione finisce spesso per rivoltarsi contro il genitore che si trova disorientato, con figli problematici, tirannici, incapaci di sopportare la minima frustrazione.

Nessuno ci ha mai insegnato come capire e intervenire quando le cose, nelle nostre relazioni, non vanno: quando ci sono problemi, molti di noi tendono a fare proprio la cosa sbagliata e a peggiorare la situazione.

Tempo di Vivere non è niente di diverso dalla famiglia, è un progetto di vita, è una famiglia allargata.
Tempo di Vivere è come un figlio, per me! L’ho immaginato e concepito (insieme agli altri), ho fatto qualunque sforzo per proteggere questo embrione, avvolgerlo in un benessere fatto di sogno, di entusiasmo e di pace, sostenendolo con calore e amore!
Come ogni progetto, il progetto di famiglia, richiede attenzione e cura, consapevolezza, armonia nella relazione tra i vari membri della famiglia, crescita equilibrata, buone capacità comunicative e di ascolto.

Qual è la differenza tra un progetto “sconquassato” e uno che funziona?

Come affrontarlo?

Quali strumenti e risorse trovare in sé e attorno a sé? Da dove cominciare?

Famiglia 4Mantenendo al centro il bambino come Patrimonio e Futuro dell’umanità, mi sento anche dalla parte dei genitori, voglio aiutarli a recuperare il significato del loro ruolo, sostenerli e condividere le loro difficoltà (che sono anche le mie), stabilendo con loro una forte coesione. L'obiettivo è di salvaguardare la famiglia, la prima comunità intenzionale, base del sistema sociale, riconoscere valore e dignità ai legami parentali, ai ruoli di genitori e figli, favorire una comunicazione efficace in modo da innescare una spirale virtuosa che porti beneficio e benessere alla società e che ne rinforzi le fondamenta.

Facile? Forse no, ma sicuramente Semplice!
Possibile? Sicuramente si e anche Impegnativo!

Genitori e Figli, due mestieri difficili.
Crescere insieme ai figli che crescono.
Insieme si impara.
Crescere insieme per crescere meglio.

Ho ancora tantissimo da condividere con voi: pensieri, analisi e risposte. Più semplice sarebbe parlarne a voce e confrontarci, ascoltare le vostre opinioni e difficoltà. Mi ripropongo di continuare a scrivere per tenerci in contatto fino al momento in cui, magari, ci conosceremo di persona.

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Pubblicato in Blog di Gabriella Oliva

Tags: crescita personale, vivere insieme, genitori e figli, relazioni

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