Nevica fuori e dentro

Da quanto tempo nevica, per la mia percezione … da troppo tempo?

Ogni mattina mi sveglio e, prima di aprire gli occhi, ascolto se, da fuori, arrivano rumori che mi dicano che ha smesso di nevicare, apro gli occhi, guardo fuori, tutto è bianco, i rumori sono ovattati, mi affaccio, nevica, ancora.

La neve, una volta, quando ero bambina, mi piaceva, mi entusiasmava pensare che sarebbe nevicato, durante la notte e, la mattina, dalla finestra di camera mia avrei visto che tutto era coperto di bianco, forse avrei saltato la scuola, forse sarei andata a giocare con gli amici a palle di neve o forse saremmo andati in montagna a sciare… meraviglia!

bimba neve

Oggi, a 65 anni, dopo che ci siamo trasferiti in montagna, penso che la neve sia troppa, da troppi giorni e per troppe volte l’orizzonte è bianco, il cielo è bianco, i tetti… bianchi, la corte… bianca, i marciapiedi… bianchi… troppo bianco per me, non sono una montanara! 

Solo un paio di anni fa è stato stupendo trovarsi due o tre giorni isolati dalla neve, senza luce ma noi … insieme, anche a dicembre è stato uguale… tre giorni di gelicidio, la neve, isolati e senza luce ma… insieme, giochi e pranzi… a lume di candela, senza riscaldamento; stupenda esperienza, ci ha insegnato molto della nostra capacità di adattamento e accettazione, ma ora… basta… è troppo! Spalare neve per uscire dalla camera e raggiungere la cucina, gli altri… ora basta! non riesco a lasciare che il bianco mi copra di meraviglia per la bellezza del paesaggio di ghiaccio!

neveCerco di ricordare, ogni giorno, di onorare la natura, con i suoi ritmi, la sua saggezza ed i suoi meccanismi perfetti, ma spesso non ci riesco, faccio fatica a mantenere la gioia (e anche la calma) se le strade non sono percorribili, le auto sono bloccate, se i tubi si congelano o le persone non riescono a raggiungerci o sono costrette ad andare via prima per paura di rimanere bloccati nella neve o in una strada ghiacciata.

Ogni volta che c’è un imprevisto mi ripeto che, se le cose vanno in modo diverso da come le avevo pensate, ci sarà un motivo che forse oggi non comprendo ancora ma… essere aperti, flessibili alla vita, al cambiamento è sano, accettare la realtà sulla quale non ho potere di intervenire è utile, ma oggi, con la neve, raramente ci riesco!

Accettare e vivere il cambiamento significa guardare al nuovo, provare insicurezza, accettare i nostri limiti anche se è doloroso ammetterlo, vivere i conflitti e le difficoltà come momenti di crescita e arricchimento, mettersi alla prova col nuovo, imparare a chiedere aiuto.

Vivere il cambiamento significa saper affermare se stessi con umiltà, accettare le diversità, scendere da quel gradino sul quale ci siamo messi o ci hanno messo altri e affermare, voglio camminare insieme a voi, su una strada lastricata di amore, accettazione, comprensione e rispetto. Presi come siamo dalla nostra immagine, quella che ci siamo costruiti in tanti anni e a fatica, a volte ci dimentichiamo semplicemente di vivere circondati di amore e scegliere di fare un pezzo di strada insieme ad altre persone!

Tempo fa avevo pensato che il senso della mia vita fosse proporre ad altre persone di camminare insieme, (io le ho trovate nei comunardi di TdV), di dare il mio contributo al cambiamento con le mie parole e la mia esperienza, il mio cuore e la mia semplice presenza, il mio essere e la mia essenza. Negli ultimi mesi avevo messo in dubbio tutto ciò, anzi, peggio, avevo messo in dubbio proprio me stessa, mi sentivo inutile e cercavo soluzioni alternative per fuggire al senso di inutilità.

La mancanza di pace e soddisfazione interiore è evidenziata dal numero di modi con cui cerchiamo, solitamente invano, di alleviare le fatiche del vivere quotidiano e il dolore che proviamo.

Se ci fosse pace interiore nella nostra vita viaggeremo meno, mangeremmo meno, compreremmo meno, lavoreremmo meno, lotteremmo meno e penseremmo meno.

neve cuore amore sostegnoGrazie all’amore, all’aiuto e al sostegno dei miei comunardi, ho ri-attivato coraggio, impegno e voglia di mettermi in discussione, ho smesso di criticarmi e giudicarmi in modo spietato, sono entrata nel mio dolore, ci sono stata dentro, l’ho ascoltato, accolto e compreso, per poi lasciarlo andare.

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Pubblicato in Blog di Gabriella Oliva

Tags: vivere insieme, cambiamento

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