Riunione di “Facilitazione” con il Gruppo “Campagna Mare” del Cohousing Toscana

Firenze 28-29-30 Gennaio 2011

Riunione di “Facilitazione”
con il Gruppo “Campagna/Mare”
del Cohousing Toscana


Le Premesse

Antonio Ciao, associato del CoHousing Toscana, del gruppo campagna/collina/mare e co-fondatore della associazione TempoDiVivere,  propone un workshop GRATUITO della durata di 3 giorni, condotto da Gabriella Oliva, facilitatore professionista, specializzata nel settore CoHousing e Comunità Intenzionali, esperta di dinamiche di gruppo e della soluzione dei conflitti.
L’incontro si svolgerà a Firenze il 28-29-30 Gennaio 2011, presso l’abitazione di un’altra associata gruppo.

Lo scopo di questa proposta è di confrontarsi per trovare nuovi modi di agire rispetto a questioni pratiche come, ad esempio, la ricerca dei luoghi dove coabitare e di nuove adesioni, e, soprattutto, affrontare, modificare, facilitare e risolvere le dinamiche degli incontri/riunioni, che, a detta della maggior parte degli associati, sono diventate momenti di “noia”, di “scontro” e di stanchezza con la conseguenza di “idea di inutilità ed abbandono”.

Il fine:
la realizzazione del progetto, il coabitare, il raggiungimento degli obiettivi e degli intenti individuali e del gruppo.

A questo primo invito, rispondono ed aderiscono solo 6 persone, me compreso.

Vedi i dettagli e programma dell'evento

  • Gabriella Oliva scrive:

all’inizio delle tre giornate di lavoro con i membri del CoHousing Toscana, gruppo campagna/collina/mare, mi sono trovata di fronte  alla confusione e al disordine con cui spesso “sogni” e “convinzioni” vengono presentati.
Dopo due anni di loro interminabili riunioni e poca concretezza di “azione”, speranze, sogni e progetti avevano lasciato spazio a delusioni e “voglia di mollare” perché spesso sono molte persone a metterci le mani, tante teste, tante idee che sembrano comuni, ma che tali non sono.

Anche a me come facilitatore a volte non risulta semplice ottenere chiarezza di scopi e di intenti.

A volte le persone, all’inizio del lavoro, possono anche dirsi d’accordo con un certo obiettivo, mentre in realtà non è così, oppure i partecipanti non sanno esprimere in modo chiaro le proprie aspettative, per mancanza di abitudine a farlo, per timidezza o chissà per quali altri motivi.

Spesso questo tipo di “sogno” nasconde confusione o peggio, il vuoto.

Io provo un senso di sconforto quando le riunioni entrano in “stallo” o nel conflitto.
Il mio compito, ogni volta, è quello di “sgonfiare il pallone”, chiedendo semplicemente “Che cosa si vuole realizzare? Perché lo si vuole fare? Come lo si vuole fare? Cosa si intende concretamente fare per arrivare, dove e con chi?” Perché a volte è “comodo” trincerarsi dietro a formule vaghe, rimandando al dopo il vero chiarimento.

E’ il gruppo a dover compiere il cambiamento, sono le persone, i partecipanti a SCEGLIERE e DECIDERE di AGIRE in modo nuovo, altrimenti il miglioramento, se imposto, può rivelarsi fittizio.

Il Lavoro

Per rendere la riunione produttiva, per motivare il gruppo in modo dinamico così da renderlo capace di produrre risultati concreti e prendere decisioni, il primo obiettivo è stato la CHIAREZZA degli INTENTI, per coinvolgere su un'idea progettuale comune tanti soggetti diversi, tutti motivati dal desiderio di cambiamento nella creazione di una dimensione di vita migliore.

Aiutato da domande mirate, da me formulate, ognuno è stato invitato ad esprimere in modo chiaro ed esaustivo: la motivazione della scelta del CoHounsing, la definizione del perché di tale scelta volta al cambiamento e che cosa ognuno si aspettasse dall’associazione e dagli altri partecipanti ad essa.

Si è poi lavorato all’analisi dei passi compiuti fino ad oggi e che hanno portato alla situazione attuale.

Si è fatta una valutazione delle singole necessità e bisogni, dei problemi rilevati, si è operato alla trasformazione di quelle convinzioni che si sono dimostrate limitanti al perseguimento degli obiettivi, in termini di comportamenti e modalità relazionali e comunicative, per favorire un equilibrio dinamico da raggiungere e conservare all’interno del gruppo, anche per favorire l’espressione del proprio sentito in merito a sensazioni ed emozioni, alla ricerca delle affinità emotive.

E' stato portato avanti un confronto dei punti di vista come presupposto per la costruzione di una visione condivisa, anche in termini d’impegno e responsabilità dei singoli al fine di stabilire un collegamento tra programma/azione e aspettative.
Inoltre si è fatta un'analisi e definizione dei rischi per valutare le possibili soluzioni e le azioni prioritarie per affrontare e superare gli stessi.

I Risultati

Una grande soddisfazione è stata quella di vedere il gruppo che ha cominciato l’incontro con atteggiamento guardingo, pensando alla solita, eterna ed inutile riunione in cui è richiesto un atteggiamento passivo, e che poi, grazie al nuovo modo di lavorare proposto, si è reso conto di poter contare qualcosa, di poter contribuire, con le proprie idee e proposte, alla realizzazione del progetto e quindi si è entusiasmato per ciò che stavamo facendo insieme.

E’ una soddisfazione enorme constatare l’atmosfera positiva di lavoro che si è venuta a creare, tra i partecipanti che hanno interagito con entusiasmo durante le giornate di intenso lavoro, (dalla mattina alle h.9,00 fino alla sera alle h. 18,30, con brevi interruzioni, per tre giorni consecutivi).
I partecipanti hanno affrontato e superato conflitti, incomprensioni, momenti di tensione, stanchezza e stress, trasformandoli in momenti produttivi di condivisione e progettualità concreta, attraverso l’apprendimento di nuove modalità comunicative, di progettazione, di confronto e collaborazione.

E’ stato sorprendente vedere la trasformazione di atteggiamento da parte di persone che, inizialmente, avevano dato la loro adesione con notevoli riserve. Straordinario osservare il loro cambiamento sull’idea di “riunione” e di “ CoHousing”, notare il loro piacere nell’esprimere le proprie emozioni e non il solo descrivere i “fatti”, la loro soddisfazione nell’ottenere ascolto attivo al posto di critiche, giudizi e preconcetti, guardare il nascere di nuove modalità di relazionarsi così da trasmettere energia all’intero gruppo.

  • Antonio Ciao scrive:

antonio_foto_150x200Sul sito http://www.tempodivivere.it/ ho parlato molto del CoHousing Toscana, e dopo tanto lavoro fatto anche dagli altri componenti TdV, siamo in grado di promuovere le iniziative della associazione CoHousing T. in modo semplice e produttivo, noi abbiamo il desiderio di coordinarci e condividere le esperienze fatte fino ad oggi.

Condivido le impressioni di Gabriella sul cambiamento che le persone presenti all’incontro hanno avuto.

Considero MOLTO POSITIVO questo incontro. Il nuovo modo di confrontarsi, di conoscersi, di fidarsi dell’altro, al punto di non parlare solo di fatti e/o di atteggiamenti, ma il cominciare a riscoprire, esprimere e condividere le proprie emozioni ed il proprio sentito, è stato a volte, difficile, ma sicuramente utile ed efficace. La parola d’ordine in quei tre giorni, era diventata, esprimere quello che ognuno provava, parlare del proprio sentire emozionale, delle reazioni più intime risvegliate da parole ed atteggiamenti degli altri, non limitarci a discutere sui fatti, a sentirci offesi o non ascoltati o mal interpretati, impegnandoci invece a rispettare le opinioni diverse dalle nostre e condividendo le emozioni che queste situazioni provocavano in noi. Tre giornate, lunghe, intense, sicuramente impegnative ma, al contempo, appaganti, che ci hanno portato a maggior chiarezza nella definizione delle scelte e degli intenti individuali, ad una più profonda conoscenza dell’altro, diverso da noi, e al conseguente apprezzamento delle sue qualità e potenzialità individuali, utili anche al gruppo, al raggiungimento, cioè,  degli obiettivi che ci eravamo prefissati.

Sono molto dispiaciuto dal fatto che non sia stato dato seguito a questa modalità d’incontro, a mio giudizio, efficae ed utile, per il nostro gruppo campagna/collina/mare.

Sono rimasto perplesso, e non so spiegarmi il motivo per cui gli altri componenti del gruppo campagna/collina/mare non abbiano condiviso questa esperienza con il resto dei componenti dell’associazione, compreso il direttivo stesso, non ho avuto più notizie dal giorno dell’incontro.

Forse.. l'impegno di "mettere in discussione e in gioco completamente se stessi", non solo attraverso scelte pratiche ma anche e soprattutto attraverso la scelta di modificare i propri modi di relazionarsi, di comunicare e i propri atteggiamenti e comportamenti, ha spaventato!

Io sono convinto che il CoHousing, il coabitare, sia proprio questo, un nuovo modo di vivere, non solo “eco”, in equilibrio con l’ambiente, ma soprattutto rappresenti un nuovo modo di vivere e condividere in armonia con altri esseri umani, diversi da me, all’insegna del rispetto reciproco, attraverso accettazione, comprensione e apprezzamento dell’individualità e non più il trionfo dell’individualismo, tipico del sistema dal quale vogliamo uscire per difenderci dalla solitudine non solo fisica ma soprattutto emotiva!

Ad oggi 05 Aprile 2011.. nessuno più, ha parlato di questo incontro.. o mi ha più interpellato!

Ritengo fondamentale incontri così costruttivi, a scadenze regolare.

Per me è stato solo un inizio, tanti gli argomenti ancora da trattare: modalità tecniche e pratiche, gli strumenti necessari per il raggiungimento dell’obiettivo, ricerca dei luoghi, gestione informatica, condivisione delle esperienze, la crescita personale, la formazione giuridica, le questioni  economiche, le proprietà, i tempi, il sostentamento futuro di alcuni gruppi, il risparmio, la ricerca e l’integrazione di nuovi membri, il “cosa fare” e il “come farlo”, le modalità di convivenza e condivisione, procedure decisionali chiare, metodo del consenso, creazione di accordi chiari e tanto d’altro.

Tutti sappiamo che non è semplice, ma E’ il nostro Sogno, e perché non rimanga tale e diventi Realtà, secondo me, non ci possiamo improvvisare, è necessario impegnarci a fondo, crederci e, ove incontriamo difficoltà, rivolgerci ad esperti.
Il numero esiguo di successi, in Italia, di CoHounsing ed EcoVillaggi, dimostra che il rischio di fallimento è alto, solo il 10% ce la fa!
Io.. e penso nessuno di noi, voglia fallire!

Sono quindi a riproporre, via mail, al gruppo campagna/collina/mare questo tipo di incontri nella nuova modalità pensata dalla stessa Gabriella Oliva, presso la sede dove andremo a creare la nostra realtà abitativa.

Mi auguro di cuore che tutta l'Associazione CoHousing Toscana possa usufruire di queste nostre esperienze dirette per il buon esito delle iniziative generali e degli intenti individuali.

 

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Pubblicato in Cambio Vita

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