Il coraggio di Cambiare

Cambiare vitaConoscere se stessi per conoscere l’altro

Il coraggio di cambiare

Per poter risolvere qualsiasi tipo di problema, di carattere personale, dobbiamo cambiare.

Una delle domande che potrebbe nascere, è:
“Non sono io ad essere sbagliato/a, perché devo cambiare?
È colpa degli altri, della società, di mia moglie, di mio marito … se ho questi problemi”
oppure affermare
“Sono sbagliata/o, io non ci posso fare niente, se sono fatto in questo modo”.
Niente di più errato!

Per poter affrontare un problema qualsiasi, bisogna pensare che l’unica variabile che posso cambiare sono io.

Io non posso cambiare gli altri, o l’ambiente, posso però cambiare me stesso e soprattutto i miei comportamenti e le mie convinzioni.

E’ proprio così, siamo proprio noi a creare molti problemi che abbiamo!
Questo non vuol dire che siamo noi il problema, ma, ciò che facciamo, come ci poniamo, i nostri comportamenti, le nostre difficoltà, sono tutte nostre scelte!
Con questo non voglio dire che tutto quello che succede di spiacevole sia colpa nostra. Se una persona non sa cavarsela da sola, non è colpa tua, se qualcuno ti maltratta non è "solo" colpa tua.
Se il mondo cade non è colpa nostra!

Noi siamo gli unici responsabili delle nostre scelte.
Allora perché non cominciamo a volere e a scegliere qualcosa di differente mettendo in atto comportamenti ed azioni tali da ottenere la nostra felicità?

“Cominciando da me, cambiando me stessa/o
posso cambiare il mondo”

“Anche un viaggio di mille miglia comincia dal primo passo” perciò basta veramente poco per poter cambiare la direzione della nostra vita.

Il cambiamento non prevede necessariamente, la soluzione dei nostri problemi nel modo in cui noi vorremmo.
Tante volte accade che le persone che ci circondano, conoscendo il nostro vecchio io, non riescano ad accettare di buon grado il nostro nuovo io.
Questo avviene perché, innescati alcuni meccanismi, gli stessi sono poi difficili da disinnescare. Persone abituate a comandarci oppure a dipendere da noi, abituate ad essere vittime o carnefici, cercheranno sempre di ritornare all’origine. Per il nostro bene bisogna cercare di distaccarci da questi comportamenti, imparare a non farsi coinvolgere, con la consapevolezza che i problemi non sono nostri ma loro, e che noi non possiamo fare niente per risolverli al loro posto.
Ognuno di noi è responsabile di se stesso, solo se lo decidiamo, possiamo cambiare la nostra vita e gli altri decideranno per loro stessi.

Noi sappiamo che meritiamo d’essere felici!

Si parla di coraggio perché è questo quello che ci vuole per iniziare a cambiare e per continuare su questa strada.

Sappiamo che non vogliamo a continuare a vivere questo tipo di vita, che non ci piace, ma non siamo mai riusciti a cambiare rotta alla nostra vita.

In realtà forse non sapevamo cosa fare per cambiare, ora con un passo alla volta, giorno per giorno, possiamo capire cosa fare e riuscire a migliorare la nostra vita.

Spesso quello che ci spaventa non è tanto la reazione degli altri al nostro cambiamento, quanto la nostra.
Abbiamo paura che, cambiando, potremmo distaccarci da chi ci ama o ancor peggio di fargli del male, oppure che ci possa travolgere il “nulla”, infatti non sappiamo cosa potrebbe succederci nel momento in cui cambiamo, abbiamo paura di non riconoscerci.
Ma perché non iniziare?

Se siamo arrivati al punto di non sopportare più la nostra situazione, il cambiamento porterà ad una svolta, che comunque ci farà riflettere su quello che veramente vogliamo e andare verso ciò che vogliamo per noi, il meglio!

Cambiare vuol dire: cercare di fare le scelte migliori per noi, questo si chiama "sano egoismo", queste nostre scelte diventeranno, poi, anche scelte positive per gli altri.

Non è necessario cambiare città, o genitori, o marito, moglie, o casa per dare una svolta alla propria vita, basta amarsi di più; ascoltare le proprie esigenze, sapere di meritare d'essere felici, e amare gli altri per quello che sono, non sentendosi in colpa per loro scelte e per i loro comportamenti sbagliati.

Per cambiare ed amarci completamente, bisogna conoscere, approfondire ed elaborare la vita passata, questo perché spesso, ciò che è rimasto in noi del passato, non ci fa amare completamente noi stessi.
Quando ricordi ed esperienze passate ci impediscono di vivere pienamente la nostra esistenza e di apprezzare tutte le nostre caratteristiche, allora è necessario affrontarli, riconoscerli come parte di noi. Elaborare i nostri ricordi, dolori e rabbie, modificando il modo di guardarli, ci permette di crescere immensamente, soprattutto quando alcuni momenti spiacevoli, hanno contribuito alla nostra disistima, a non crederci meritevoli d'amore, nemmeno da parte di noi stessi.
Perché amarci quando chi amiamo di più ci ha fatto soffrire, ci fa del male?
Non amandoci è un po’ come se dessimo ragione, inconsciamente, a chi, non accettandoci per quello che siamo, ci fa del male..
Il passato non può essere cambiato, anche perché il passato non esiste più, è solo nei nostri ricordi.
E di che cosa sono fatti i ricordi? 
Sono fatti delle nostre sensazioni e di immagini e suoni che rappresentano alcuni momenti, come un film del quale siamo semplicemente spettatori.
I ricordi non si toccano con mano, non sono reali!
Possiamo perciò cambiarne la nostra visione e cambiare il presente attraverso l'elaborazione del dolore e la sua trasformazione.

Se siamo come siamo, se agiamo come agiamo, è anche grazie al dolore che abbiamo affrontato e combattuto.

E’ nel dolore che avviene il cambiamento!

Meritiamo il meglio che la vita ci possa dare e per primi noi dobbiamo darci tutto, soprattutto l'amore.

Esercizio

1) Pensa a un problema che non riesci a risolvere o a un obiettivo che non riesci a raggiungere.
2) Ora chiediti: «Che cosa sto continuando a fare nel vano tentativo di risolvere il mio problema / di raggiungere il mio obiettivo?».
3) Renditi conto che la risposta può contenere le tue tentate soluzioni, ossia le contromisure che fino a questo momento hai adottato nel vano tentativo di ottenere ciò che vuoi, ma che hanno prodotto il risultato contrario a quello sperato.
4) La prima cosa da fare è quindi sospendere, una a una,le nostre tentate soluzioni.
5) Poniti poi la domanda «Che cosa posso fare in alternativa a ciò che ho fatto finora?», nella consapevolezza che ogni altra azione avrà maggiori probabilità di sortire il risultato che desideri.

 

Un'altra cosa importante è il perdono.

È importante riuscire a perdonare chi ci ha fatto del male, per poter perdonare noi stessi.
Quante volte ci siamo accusati, maltrattati perché le persone che desideravamo non ci amavano?
Sembra un controsenso ma è così.
Pianti continui, disperazione, punizioni fisiche e psicologiche, mangiare fino a scoppiare, o non mangiare più, non voler vedere più nessuno, non uscire, non fare le cose che ci piacciono, tanto nulla ha più senso senza di lui/lei, decidere di non amare più ... ecc.
Sono tutti atti di violenza contro noi stessi, che per primi pensiamo di non meritare quello che desideriamo: Amore.
Per perdonare noi stessi allora si deve riuscire a perdonare chi ci fa del male, e questo lo si può fare solo capendo il loro punto di vista.
Non è colpa nostra se chi amiamo si comporta da egoista, insensibile, violento, inetto, incapace e forse non neanche è colpa sua, bisognerebbe conoscere il suo passato. Forse queste persone non sono capaci di amare, nessuno l’ha insegnato loro, o forse noi non siamo stati abbastanza chiari o non abbiamo chiesto di darci ciò di cui avevamo bisogno, o forse ancora, loro amano in un modo diverso dal nostro, o forse li abbiamo investiti di una responsabilità troppo grande, la nostra felicità e ne hanno sentito troppo il peso, non si sono sentiti all’altezza, o forse si sono sentiti incapaci di renderci felici o di capirci, o forse non erano pronti o forse, proprio non erano adatti a noi, o forse …. non meritavano le nostre lacrime e il nostro amore ….. chissà!
Tante volte queste persone sono così per come sono cresciuti.
Questo non vuol dire né compatirli né giudicarli, ma solo comprendere che anche loro sono come noi: esseri umani imperfetti!

Un NUOVO ATTEGGIAMENTO mentale

Nessuno al di fuori di noi può cambiare quello che proviamo dentro, sono le nostre decisioni a modificare il nostro destino.

La rappresentazione interiore della realtà non produce esattamente la realtà, ma è solo un’interpretazione filtrata attraverso le tue credenze ed i tuoi valori personali, un’interpretazione che puoi decidere di utilizzare a tuo vantaggio.

Concentrandoti sui tuoi obbiettivi crei nella mente una rappresentazione visiva, uditiva e sensoriale della persona che vuoi diventare.

E’ questo il primo potente, concreto e tangibile strumento: le tue credenze personali sulle possibilità di diventare “bravo nell’attrarre a te l’amore”.

“Se credi di poter fare qualcosa o se credi di non poterlo fare, avrai comunque ragione” perché è in quella direzione che il tuo cervello ti porterà.

Certo è che “a noi non piace contraddirci” per cui faremo di tutto per seguire, a livello inconscio, le nostre credenze, ciò che crediamo vero e giusto.
Fai attenzione, dunque, alle credenze che sposi: quelle sensazioni di certezza che ognuno di noi ha su qualcosa, e, soprattutto, impegnati a diventare consapevole delle tue credenze inconsce, perché alcune possono davvero tenerti attaccato al suolo come “un freno a mano che non sai di aver tirato”, altre possono essere invece “un turbo che dà un’accelerazione davvero molto potente.”

Le credenze derivano dalle esperienze e riguardano il mondo delle idee, sono ciò che pensiamo riguardo a qualcosa, rappresentano le nostre più profonde convinzioni.
Si formano accidentalmente nel corso della vita, secondo il significato che attribuiamo alle nostre esperienze; nascono durante l’infanzia, in famiglia, a scuola, quando imitiamo persone per noi significative come i genitori, oppure in seguito ad un trauma o turbamento.
Dalle credenze deriva il nostro comportamento, le credenze non vanno confuse con i “fatti”; il fatto è un evento accaduto, una credenza è una generalizzazione su qualcosa accaduto o che potrebbe accadere.

Alcune credenze si basano su fatti legati, ad esempio, a qualcosa di tangibile: il fuoco scotta, per questo eviteremo di avvicinarci con la mano; altre si definiscono in “ciò che si riteniamo vero o falso, giusto o sbagliato” sono, cioè, la definizione linguistica, tramite parole, di una parte della nostra percezione del mondo.
Ci sono “credenze potenzianti”, che ci aiutano, ad esempio “se mi alleno duramente, posso vincere” “se parlo con convinzione posso convincere chiunque”, e “credenze limitanti” quando arrecano danno, ad esempio “non sono capace di parlare bene, non sono bello, non piaccio, quindi non mi guarderà neanche, non si accorgerà neanche di me”.
Entrambi i modi di pensare danno senso e coerenza alle nostre esperienze.
“A nessuno di noi piace darsi torto da soli” per cui cerchiamo inconsciamente di andare nella direzione delle nostre credenze e del nostro atteggiamento mentale.

Come riconoscere le tue credenze?
Inizia ad ascoltarti, ascoltare il modo con cui ti esprimi, puoi quindi riconoscerle facendo attenzione all’uso di determinate locuzioni verbali, usate molto frequentemente in modo inconsapevole dalla maggioranza delle persone.
Per raggiungere il tuo obiettivo, è necessario recuperare quello che davvero vorresti dire (e fare) e quindi come il pensiero dovrebbe essere elaborato.
Il nostro modo di parlare e di riferirci a noi stessi, tende a costruire un’immagine di noi rispondente al linguaggio utilizzato; se ci definiamo “furibondi” invece di “stizziti”, se ci definiamo “incapaci” invece che “inesperti” ci sono implicazioni forti che effettivamente vanno a modificare il nostro stato d’animo.
Cerca quindi di ridimensionare i negativi, utilizzando un vocabolario positivo e delle metafore vincenti.

Esercizio

1) Pensa a un problema che non riesci a risolvere o a un obiettivo che non riesci a raggiungere.
2) Scopri quali comportamenti stai mettendo in atto che mostrano di non funzionare nel modo desiderato.
3) Chiediti ora: «Cosa prendo per scontato, cosa ritengo vero nel metterli in atto? Quali sono le premesse sulle quali il mio comportamento si basa e di cui mi trovo prigioniero?».
4) Puoi iniziare ora a cambiare le premesse, assumendone altre più adeguate.
5) Sulla base di tali nuove premesse puoi ora reperire nuovi e più efficaci comportamenti.

 

 

 

 

Semina un pensiero e avrai un’azione
Semina un’azione e avrai un comportamento
Semina un comportamento e avrai un’abitudine
Semina un’abitudine e avrai un destino

 

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Pubblicato in Crescita Personale e Relazioni

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