Perma... che? Permacultura... con la U! (2 di 2)

eden geodesic

CASA ... la zona Zero

Questo articolo è il seguito della prima parte (leggi qui). La Permacultura include anche il concetto di CASA.

Volevo solo riprendere e aggiungere la descrizione del concetto di "zona" e nel dettaglio dare risalto alla vivibilità dell'essere umano nella casa. Quando si parla di casa, si apre un mondo ricco di scoperte. La Cupola Geodetica è una di queste rappresentazioni di comfort semplice, naturale ed ecosostenibile.

Uno degli aspetti tecnici della pianificazione di zona nel design della permacultura è l'immissione di aree confinanti tra loro, a seconda di come spesso abbiamo bisogno di visitarle o mantenerle. Le aree che hanno bisogno di essere visitate tutti i giorni (ad esempio, la serra, pollaio, orto di erbe aromatiche) si trovano nelle vicinanze, mentre luoghi visitati meno frequentemente (area di pascolo, frutteto, bosco) si trovano più lontano.

Semplificando, le aree sono:
Zona 0: centro di attività umana, per esempio, la casa
Zona 1: vicino alla casa, è la più controllata e area contenente il giardino, work-shops, serra, piccoli animali, legnaia, compost, ecc ... cioè, intensamente utilizzato
Zona 2: ha arbusti tipicamente più grandi, piccoli frutti e frutteto misto, frangivento, pollame, stagni, terrazze, ecc ...
Zona 3: contiene i non potati e frutteto non pacciamato, pascoli più grandi o intervalli per animali da carne o in branchi, e principali colture
Zona 4: è semi-gestito e semi-selvaggio usato per la raccolta, alimenti resistenti, alberi non potati, e la fauna selvatica e la gestione forestale
Zona 5: non è gestito, è deserto - dove osserviamo ed impariamo; è il nostro luogo essenziale per la meditazione, dove siamo ospiti, non manager

Considero la dimensione umana in Permacultura molto importante. Ritengo che l'essere umano in questo contesto, sia lo strumento e il valore più grande per quello che riguarda la responsabilità verso la propria terra coltivata. Gli esseri umani sono più importanti di qualsiasi delle caratteristiche fisiche del terreno in termini di uso e lo sviluppo sostenibile.

Io sono diffidente nei confronti del fatto che il concetto di Permacultura diventi la "teoria del tutto", finché non la si sperimenta realmente nella pratica quotidiana.

Mi piace pensare che nella "zona zero" ci sia quel senso che comprende aspetti umani quali la psicologia, la filosofia, l'etica, la religione, la famiglia, l'amore e "il conflitto". Questo è un esempio di come ultimamente ci sia una nuova tendenza che va ad inserire una nuova zona, la "zero-zero", che comprende uno stile di vita molto semplice da comprendere nell'attività umana, ma molto difficile da applicare nelle dinamiche delle "relazioni" tra esseri umani. Queste dinamiche possono portare ad inceppare le realizzazioni pratiche e tecnicistiche che vengono spiegate ampiamnete nei manuali di Permacultura.

zone permacultura
illustrazione di Cecilia Macaulay

Io intendo invece aggiungere a questo argomento a me caro, il mio modo di essere congruente con questa filosofia, inglobando dentro al concetto di Permacultura alcune nostre pratiche sostenibili fatte in TempoDiVivere.

In questi ultimi anni oltre a concentrarmi sul mio senso del Ben-Essere e crescita personale, oltre a studiare le scontate energie rinnovabili, mi sono anche avvicinato a tre pratiche fondamentali per il rispetto dell'ambiente: Stufe a Razzo con accumulo di calore, Thermocompost per produrre acqua/aria calda, Cupole Geodetiche per praticare attività agricole o umane. Forse prossimamente anche le Case di Paglia.

 

Cambiamento vuol dire crescere

Tutto il "mio cambiamento" iniziò per un disagio interiore e da quel momento ho avuto voglia di esplorare e conoscere meglio, tutto quello che accadeva dentro di me e fuori di me, volevo farne lo scopo della mia vita ... la mia NUOVA VITA! Rimasi affascinato da Richard Buckminster Fuller (Milton, 12 luglio 1895 – Los Angeles, 1º luglio 1983) quando diversi anni fa, forse 10, lessi uno dei suoi più famosi aforismi. Questo aforisma divenne il mio fare. bfuller francobollo

"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta"

Sentivo questo modo di agire e di ragionare vicino al mio essere.
Oggi, nel 2015, dopo la mia ultima ed ennesima scoperta, mi sento sempre più in risonanza con lui e il suo pensare. Come lui ho contemplato il suicidio, e come lui ho dato una svolta alla mia vita ascoltando con una sensibilità diversa, nuova, quello che l'universo mi dona.
Nel suo caso, nel 1927 a 32 anni, vide sua figlia Alexandra morire di polmonite e come dichiara in qualche suo scritto, all’ultimo momento, per spersonalizzare la sua sofferenza, decise di trasformare la sua vita in “esperimento”, “usata per scoprire cosa un singolo uomo può fare per cambiare il mondo e avvantaggiare l’umanità intera”.

Fuller fu uno dei primi a divulgare una visione del mondo olistica ed esplorò i principi dell’efficienza energetica e dell’uso razionale dei materiali mantenendo il minor impatto ambientale.

Era molto interessato alla sostenibilità e al tema della sopravvivenza della razza umana con l’attuale sistema socio economico (quelli degli anni '30).
Era sostenitore del "Principio di massimizzazione del rendimento"
In breve, Fuller si era reso conto che la nostra società non rispettava il principio di massimizzazione del rendimento col minimo sforzo.
Ogni elemento in natura o rispetta questo principio o alla lunga si estingue.
Il fatto stesso che dovessimo produrre CO2 per generare lavoro o per scaldarci a lui sembrava un’assurdità.
Bill Mollison e David Holmgren hanno sviluppato il concetto di permacultura in Tasmania a metà degli anni 1970.
Fuller forse non lo sapeva ma lanciava ancor prima i semi della Permacultura.

La Cupola Geodetica rientra nelle sue ideazioni, anzi ha brevettato l'idea.

Iniziano i seminari di autocostruzione
Cupole in BAMBU', presso TempoDiVivere

cupola geodetica bambù - 1Ritornando al suo aforisma e al momento che io ho letto di Fuller, mi ricordo che vedevo spesso la cupola associata alla sua immagine, mi affascinava la "figurina" ma non ho mai approfondito la lettura sul tema Geodetico, forse mi spaventava solo l'idea della complessità o forse allora non ero pronto. Oggi mi sento pronto, ho approfondito e ho scelto di fare questa esperienza.

Grazie a Fuller anche l'Ecovillagio TempoDiVivere utilizzerà questa sua idea per realizzarne una di 10 metri di diametro. Prossimamente faremo un Seminario Teorico e Pratico l'UNICO IN ITALIA realizzato presso un Ecovillaggio. (Vedi evento)
 

Inoltre ... siamo onorati di avere come docente del corso, il più grande creativo internazionale in questo settore, l'Arch. Biagio di Carlo.arch. biagio di carlo

Conosciuto nell'ambito nazionale ed internazionale per le sue pubblicazioni sulle strutture sinergetiche di R.B. Fuller, si è laureato in architettura nel 1976 con Eduardo Vittoria e collabora con varie facolta' di architettura e di ingegneria italiane ed estere (Pescara, Ascoli Piceno, Milano, Bergamo, Copenhagen,Delft, Enschede, Puebla de Zaragoza, Oaxaca, Tlamaya) tenendo workshops, conferenze e seminari.

Scrive su riviste di Architettura nazionali ed internazionali come Dome Magazine, Bioarchitettura, l’Architettura Naturale, Spazio Architettura, Nexus Network Journal, e ha pubblicato i seguenti libri: POLIEDRI, POLIEDRI E SEZIONE AUREA,STRUTTURE GEODETICHE, STRUTTURE GEODETICHE ELLISSOIDICHE, TENSEGRITY, LE COPERTURE LIGNEE DI LEONARDO E LA NUOVA RICERCA STRUTTURALE, STRUTTURE E SCIENZA DEL DESIGN, STRUTTURE RECIPROCHE (quest’ultimo con prefazione di OLGA POPOVIC LARSEN). Leggi di lui qui

cupola geodetica bambù - 2La prima delle 4 cupole che faremo sarà fatta di CANNA di BAMBU'. Ci servirà come legnaia, laboratorio/officina, lavanderia, semenzaio. Sono sicuro che richiamerà moltissima attenzione da parte degli altri ecovillaggi in Italia. (link Rive)


io, la Permacultura e TempoDiVivere

Questa realizzazione in Bambù rientra nel nostro Progetto di Permacultura, qui in TempoDiVivere.


Oggi nelle mie recenti e accrescitive esperienze in TempoDiVivere, mi piace pensarla così come lui scriveva, quando parla di se come esperimento, con l'unica aggiunta che fa la differenza rispetto alla sua epoca in cui forse i valori umani avevano ancora un po' di significato; oggi non sono più percepiti come "valori".

Quello che per me, in TempoDiVivere rafforza questo suo concetto è aggiungere l'aspetto umano e le sue emozioni. Sono certo e lo stiamo dimostrando nel nostro progetto, che anche in questo ambito si può creare dentro di se una realtà nuova, migliore e rendere obsoleti i vecchi stati d'animo o le false convinzioni.

Io non voglio spersonalizzare la mia sofferenza ... anzi ne voglio essere fiero, voglio approfondire le sue ragioni e modalità di affiorare in superficie, esserne consapevole per poi condividerla con quella degli altri e ... trasformarla tutti insieme in qualcosa di unico e speciale dentro e fuori di noi.
Questo è per me il cuore della Permacultura.

P.S. A proposito di realizzazioni

Cupola in Bambù nel piazzale
della facoltà di Ingegneria dell'Università dell'Aquila



Vi aspetto ai nostri corsi, così ne parliamo a voce, così ci emozioniamo insieme ... ico smile
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GD62 bruno

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Pubblicato in Vecchi articoli

Tags: vivere insieme, autocostruzione, workshop e corsi, permacultura, relazioni, cambiamento

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