Noi viviamo nell’era della comunicazione veloce.
Siamo ormai abituati ad una comunicazione rapida, trasversale e, attraverso la tecnologia, anche in "differita".
Mentre comunicare in modo efficace dovrebbe obbligarci a prenderci prima del tempo, per comprendere e capire come stiamo, quali sono i pensieri e le emozioni che “viaggiano” nella nostra testa, la velocità – al contrario - non ci permette di ordinare quello che abbiamo dentro. Questa situazione a volte ci porta ad essere superficiali e approssimativi.
La cosa più importante da comprendere è che il processo comunicativo è formato da due polarità, chi parla e chi ascolta.
Senza l’ascolto, il dialogo diventa monologo.
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